giovedì 30 aprile 2009

Intervista a Colin Campbell sul futuro della nostra civiltà


Chi meglio di un ex petroliere può capire come funziona il mercato del petrolio e la sua profonda influenza all'interno della società e nei riguardi di quello che chiamiamo comunemente sviluppo ?

Colin Campbell è un geologo, ex petroliere, studioso del declino delle fonti fossili e del loro possibile rimpiazzo con altre tecnologie. Ancora troppi pochi amministratori si rendono conto di quanto siamo vicini a una rivoluzione totale nel modo di concepire lo sviluppo, stiamo attraversando con bassissima possibilità di essere smentiti il punto dove massima è la produzione di energia basata sulle risorse fossili a buon mercato, il cosiddetto "peak oil", e tutto ciò che ci aspetta è una discesa verso un mondo profondamente diverso da quello attuale.

Sotto questo aspetto, la "crisi della crescita" che stiamo attualmente sperimentando, non è che un riflesso di qualcosa di inevitabile, non è detto però che sia il preludio di un mondo necessariamente peggiore, anche se inevitabilmente necessiterà di un grosso sforzo di riorganizzazione soprattutto culturale e industriale. Quanto sostiene Cambpell è semplicemente che il fenomeno del "picco", con conseguente diminuzione progressiva delle risorse a disposizione per mantenere vigoroso lo sviluppo e la crescita, trattasi niente di più che un fenomeno naturale, come tale inevitabile.

Non dobbiamo chiederci cosa fare per evitarlo, ma solo come gestire al meglio la transizione, perchè esaurita l'era del petrolio il vento, il sole, le maree, le biomasse, e i loro derivati saranno tutto e solo ciò che ci resta. Anche il tanto invocato nucleare, che già ha raggiunto il suo picco, è destinato nel tempo a scomparire, almeno nella forma attuale, rendendosi utile esclusivamente per ammorbidire il ripido periodo di transizione.

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